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Patrizio Ligabue

Sono nato a Correggio nel 1961 e solo all’età di 42 anni mi sono avvicinato alla musica. Non sono un musicista; a me piace definirmi “produttore di armonici”. Suono il didjeridoo australiano, la Koncovka e la Fujara slovacca, la dan-moi vietnamita, inoltre pratico il canto difonico tipico delle culture dell’asia centrale siberiana. Tutte queste attività di ricerca sono strettamente legate alla produzione di armonici sia strumentali, sia vocali. Dopo aver impiegato diverso tempo per apprendere le tecniche principali, negli ultimi anni, il mio sforzo è stato quello di cercare di far conoscere queste particolari sonorità ad un pubblico più patrizio ligabuevasto, anche con contaminazioni tra generi musicali più omologati (il jazz in particolare). Insieme alla tromba del giovane musicista novellarese Simone Copellini, ho realizzato a fine 2006 un primo CD musicale dal titolo 0522.RE. Intitolando il CD con il nostro prefisso telefonico puntato con la sigla automobilistica della nostra provincia, è un chiaro segnale sulla mia volontà di mescolare esperienze musicali che hanno origini lontane (Australia per il Didjeridoo e Asia Centrale per il canto difonico), con le sonorità tradizionali che fanno parte della nostra cultura reggiana. Agli inizi del 2008, ho poi mandato alle stampe, sempre il collaborazione con il Copellini, un secondo CD musicale dal titolo “La Saga Reggiana dell’Armonico Quinto”. Tra luglio e ottobre 2009, realizzo poi quattro serate di un mio concerto live completamente da solo dal titolo Partiture visive in divenire. Si tratta di oltre un’ora e mezzo di musica circolare, realizzata solo ed esclusivamente con i miei strumenti a fiato armonici e con la via voce difonica. Grazie poi ad un analizzatore di spettro proiettato, l’idea era quella di dipingere la musica che suonavo e che sarebbe diventata canovaccio per quella che doveva venire. A dicembre del 2010 esce il mio terzo cd (il primo completamente da solo), dal titolo Suoni per fermare il pensare, quasi settanta minuti di musicalità armoniche, suddivise in una decina di brani. In questo mio lavoro esiste un filo che lega le prime musicalità elettroniche nate nel 1970, da cui io provengo e da cui ho attinto, e queste mie sonorità armoniche di giusto quarant’anni più avanti, su cui ora lavoro. Il mio personale pensiero è sintetizzato in un semplice concetto: “suonare strumenti armonici e cantare gli overtones vocali, deve essere ancora considerato  in assoluto, un esercizio di puro piacere”.

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