Menu
  • header_02.jpg
  • header_03.jpg
  • header_04.jpg
  • header_05.jpg
  • header_06.jpg
  • header_07.jpg
  • header_08.jpg
A+ A A-

Keepingthewire 2.0

KTW2bigPer ordinare una copia scrivici
Keeping the wire 2.0 ha rappresentato per me un punto di svolta nel sound col didjeridoo, nella ricerca musicale con questo strumento e con la filosofia che sta dietro a tutto il lavoro svolto negli anni. Molti anni considerando che sono alla soglia dei 18 e sto diventando maggiorenne!

 

 

Ho cercato per anni un "didjeridoo musicale" che esaltasse al massimo le mie personali possibilità espressive tramite il magico tubo. Volevo andare oltre il tipico sound ritmico, monotonale che tanto caratterizza il didjeridoo, pur senza trascendere la fondamentale (drone in inglese) tramite la miriade di tecniche che negli ultimi anni sono pullulate come funghi ai quattro angoli del pianeta (dalla beat box all’air code, passando per l’armonique flute).

Come agire quindi? Come potrete notare, sempre prima nasce un desiderio, un pensiero di fondo e di conseguenza si aprono strade, si sviluppano tecniche, si cercano strumenti atti a far scorrere meglio e con più incisione quel pensiero! E così è stato, ho lavorato moltissimo sugli intervalli, coperto la differenza fondamentale, anche dal punto di vista di nomenclatura musicale (molto confusa al tempo, circa il didjeridoo), tra intervalli armonici e melodici ed ho provato ad esaltarli al massimo tramite varie tecniche di modulazione degli armonici (di lingua e labbra, di gola e diaframma) e modulazione dei toni (multiple toots, jaw drop, overdrive ecc... per intenderci). Fondamentalmente NON VOLEVO TRALASCIARE LA FONDAMENTALE!!!! CHE MI SEMBRAVA FONDAMENTALE!!! :)

Credo che negli anni questo abbia marcato una differenza nel sound che cercavo poichè ciò che davvero ho desiderato in questi anni è stato marcare una differenza di sound e di stile dalla maggior parte dei suonatori che pur stimo ed apprezzo. E credo di esservi parzialmente riuscito.

In Keeping the wire 2.0 avrete modo di ascoltare anche alcune tecniche particolari come la "respirazione sul toot", in THE CALL ed EXODUS per esempio, una respirazione più soffice e delicata della classica respirazione sul toot alla Michael Jackson Atkins tanto per intenderci, poi la cosiddetta "soft tongue", una tecnica di lingua estroflessa mutuata dalla tradizionale hard tongue degli stili aborigeni N.E.A.L., ma anche in questo caso più morbida e fluida. Potete averne un chiaro esempio nel re-edit poderoso di RANDORI_THUNDER EDIT. Sempre in THE CALL, uso una particolare tecnica che ho chiamato “frusciato” in cui un soffio particolare di labbra viene messo in parallelo con un falsetto in modo da creare un effetto di polifonia. Potete ascoltarlo bene nell’intro. In ultimo vorrei segnalare il lavoro intensissimo sulle trombe (intervalli melodici ascendenti) di cui NARTA RAJAN_CHAOS EDIT è l’espressione più significativa. Un intera traccia lavorata sulle trombe, multiple, in staccato, in legato ecc... Mi ha aiutato in tale lavoro anche io bravissimo Andrea Furlan, master didji e craftmaker italiano tra i migliori in circolazione. Un altro lavoro determinate fatto negli anni è stata la ricerca di uno strumento che potesse rendere precisamente la mia idea di “didjeridoo musicale” è quello strumento è un woodslide di Walter Strasser. Il suo woodslide con estensione F, E, D#, D, C#, C e con l’aggiunta di una ulteriore estensione per arrivare in B, con la maggioranza delle fondamentali in ottava con la prima tromba (!!!) è stato per me una illuminazione! Rendo qui omaggio anche al grandissimo Marcello Fabietti, didje maker italiano di finitura, precisione ed innovazione strabilianti, che pazientemente ha sviluppato una versione del woodslide strasseriano in fibra di vetro: è il suo multifrequency didjeridoo, capolavoro che potete ammirare nel video di THE CALL. Grazie Marcello!!!

Bene, arrivati a questo punto il lavoro era già fatto se non fosse che il mio incontro con Mario Francavilla ha apportato nuova e potentissima linfa al precedente album di didjeridoo solo: Keeping the wire, aggiungendo percussioni di varia natura e tanta, tanta energia complice, istintiva e sensata al contempo. Il sound ritmico/melodico/armonico del didjeridoo ha preso spessore, si è espanso e rafforzato portando questa antica creatura ad un nuovo stadio di consapevolezza di se stessa. Con l’aiuto prezioso di Nico Canzoniero, producer, musicista ed amico di lunga data nella creazione dei miei album, abbiamo cercato ed ottenuto un nuovo master potente, brillante, intenso, arricchito in alcune tracce dalla chitarra elettrica dello stesso Nico, da sinth digitali (generati) ed organici. Si avete capito bene, organici, ossia ottenuti registrando lo stesso didjeridoo in varie note ed usandolo, debitamente mixato, come fosse un sinth. Ancora una volta potete ascoltare il frutto di tale lavoro nel nostro potentissimo singolo THE CALL, ma anche nel secondo singolo TEKNOWOOD.

Che aggiungere ancora? Ah si certo, un “piccolo” particolare: la copertina riteniamo che sia davvero una piccola opera d'arte! Disegnata a mano da me sulla base di ricerche nell’arte scultorea del buddhismo giapponese e nella pittorica buddhista tibetana (Tanghka) e colorata digitalmente dal caro amico Gaspare Giacalone! Un bel connubio di intenti non vi pare?

Per cui ora non vi resta che asupportarci con 10 o 13 euro (a seconda che vogliate una bella spilletta allegata al cd e siate fuori Bologna), garantendovi una copia del nostro nuovo album KEEPIN THE WIRE 2.0, autoprodotto e licenziato con creative commons!

Grazie a tutti!

Share, enjoy, dance with Ab Origine

Per ordinare una copia scrivici

 

Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire all’utilizzo dei cookies in conformità con i termini di uso dei cookies.