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Benvenut*!

Da sinistra alcuni partecipanti alla 2° Didjeridoofesta a Bologna:
Carla Agarella, Daniele Rizzi, Christian Muela, Marco Cuzzani,
Andrea Furlan, Jacopo Mattii, Francesco Gibaldi e Gianni Placido.

Benvenut* in Didjeridooing... clicca qui per conoscere la nostra storia!!!

DIDJERIDOO E TEMPI DI APPRENDIMENTO

Da quanto tempo suoni? Quando hai iniziato a suonare? Quante ore suoni al giorno? Alzi la mano chi non ha mai fatto una domanda di questo tipo o chi tra i suonatori di lungo corso non se la è mai sentita fare. Nei primi anni della mia didgeridoo-vita ho posto diverse volte questi interrogativi; poi man mano che crescevo come suonatore e acquistavo sicurezza, ho smesso di farli e nello stesso tempo, con mio stupore e un pizzico di piacere, mi sono accorto che cominciavo a essere io il destinatario di tali quesiti.

Ora che insegno mi chiedo il perché di queste domande. Penso che la maggior parte dei suonatori (compreso il sottoscritto) sia invasa da un certojack-barbalbero “abbattimento” quando ascolta un player molto più bravo che ha iniziato a suonare il didgeridoo nello stesso periodo o addirittura dopo! A volte, il successivo passo è di porre le sopra citate domande per trovare una risposta valida al fine di placare l’inquieto stato d’animo.

Un altro genere di domande che capita spesso di sentirsi fare è: ma quanto tempo ci vuole per apprendere la tecnica del toot piuttosto che del wok o del jaw-drop o per arrivare a suonare come Ondrej Smeykel, Dubravko Lapaine (etc.)? In ogni ambito della vita (sport, lavoro, studio) ognuno di noi ha un diverso metabolismo nell’assimilare le informazioni ricevute e questo vale anche per l’apprendimento del didgeridoo.
In quest’articolo ho identificato cinque “punti” che possono influire sui tempi di apprendimento e sul perché alcuni suonatori emergono prima di altri o come mai alcuni player sbloccano determinate tecniche dopo 6 mesi, altri dopo 6 anni e altri mai.

VIA DEL DIDGERIDOO

Sin da quando ho iniziato a suonare (Maggio 2002) sentivo molti suonatori affermare: “io vorrei suonare come Ansgar” piuttosto che: “io vorrei suonare con la velocità e la potenza di Atkins”. Molti già sapevano cosa volevano “tirare fuori” dal didgeridoo. Conoscendo indicativamente la via che si vuole percorrere, si sarà più propensi a praticare, acquistare didgeridoos e frequentare seminari; se invece non si sa bene dove andare, si sarà piuttosto restii nel dedicare tempo e risorse. Io suono da quasi 11 anni. I primi 7 anni sono stati un lungo e difficile periodo d’incubazione nel quale sono stato tentato diverse volte di smettere perché mi rendevo conto di non riuscire ad esprimermi come avrei voluto.  Ho cominciato a suonare veramente solo nel Settembre 2009 quando ho scoperto la mia via del didgeridoo (middle & deep didgeridoos). Riconoscere la propria via è fondamentale e non appena trovata tutto procederà più celermente e soprattutto con maggiore gratificazione e divertimento.

PRATICA

Stampate in formato A0 (avete letto bene A0) questa chart, appendetela di fianco agli strumenti e leggetela ogni mattina! Practice

Dubravko Lapaine in un workshop tenuto il 28 Novembre 2008 al Didjinoz Festival disse: “I was untalented till I start to play at least 3 hours per day”.  Michiel Teijgeler in un workshop tenuto il 14 Novembre 2009 all’Aboriginal UK Art di Londra disse: “Didgeridoo involves practice and required time”….non si può pretendere di arrivare a scalare 8000 metri andando in montagna due giorni al mese!

DIDGERIDOOS

Fino al 5 Marzo 2006 (giorno del mio trentesimo compleanno) non sapevo eseguire il toot. Ebbene, pur suonando da quasi 4 anni non sapevo fare il toot o meglio, credevo di non saperlo fare. Cosa è successo il 5 Marzo 2006? Ho acquistato il mio primo strumento completamente conico, nota MI-82.4Hz e con una back-pressure molto elevata. Ricordo ogni singolo passaggio come fosse ieri: appoggiai le labbra, iniziai a suonarlo e, con pochissima speranza, provai a muovere le labbra (come pensavo si dovesse fare per generare un toot); con grandissima sorpresa esegui il mio primo, nitido e pulito TOOT! Ero convinto di avere un’ottima spinta diaframmatica fino a quando, nel Luglio 2009 al festival svizzero del didgeridoo Report_SDWE_2009.pdf incontro Nova Dimenzija strumenti: Nova Dimenzija Mi trovavo insieme a Dubravko Lapaine.  Dudo mi porge lo strumento ed io inizio a suonarlo. Tutto perfetto, ma il volume sembra un po’ debole, come se avessi messo una sordina sulla campana. Chiedo a Dudo di provarlo e il volume è più alto.  Scoprii a malincuore che la mia spinta diaframmatica era adeguata per didgeridoos con nota FA-87.3Hz o MI-82.4Hz, completamente conici e con back-pressure molto elevata; ma per sentire la vera voce di Nova Dimenzija ci voleva una spinta diaframmatica ben diversa.Conclusione: credo non ci sia miglior insegnante di uno strumento adatto per imparare o perlomeno sbloccare determinate “tecniche” o migliorarne altre già acquisite. Non si può pretendere di fare agilmente alpinismo con scarpe da tennis o di correre una maratona in scioltezza con scarpe da ballo!

ESPERIENZA PREGRESSA SU ALTRI STRUMENTI

Sovente mi capita di incontrare suonatori moderatamente virtuosi eppure riescono a fare musica con il magico albero che canta molto facilmente. Come mai? Ho notato che quasi sempre questi player hanno un passato da chitarrista, batterista, percussionista etc. e quindi hanno già sviluppato un senso del ritmo, una conoscenza della musica, un’idea di dove vogliono andare e pertanto riescono a fare musica pur essendo meno abili tecnicamente di altri suonatori. Come una persona già allenata ad andare in bicicletta, nella maggioranza dei casi incontrerà meno difficoltà a iniziare da zero un altro sport rispetto a chi non ha mai praticato alcuno sport.
Consiglio pertanto a chi ha sempre e solo suonato il didgeridoo e ha oramai raggiunto una buona padronanza tecnica ma continua ad avere difficoltà a creare un suo repertorio o non riesce ad andare oltre la ripetizione a “pappagallo” di tecniche: frequentate una scuola di musica (10-20 lezioni di solfeggio ritmico possono essere molto utili) e cominciate ad ascoltare in modo diverso tanta musica diversa. L’ideale poi sarebbe trovare un percussionista o batterista con cui suonare!

WORKSHOP & LEZIONI INDIVIDUALI

Vantaggi tangibili e immediati dai seminari e lezioni private ne ho avuti pochi, anche se spesso ho portato a casa delle belle esperienze e soprattutto dei semi che sono sbocciati anche dopo diversi anni.
Ad oggi il principale beneficio di avere partecipato a seminari e lezioni individuali è stato capire, grazie al confronto diretto con altri suonatori e conoscendo insegnanti come Dubravko Lapaine, Stephen Kent, Ondrej Smeyke, che senza riconoscere la propria via del didgeridoo, senza dedicare il giusto tempo, senza avere la strumentazione adatta e senza la minima conoscenza della musica, la via dell’apprendimento sarà in salita, molto lenta e spesso frustrante.

Nota a margine, i cinque punti sono stati volutamente non numerati e scritti in ordine casuale. Una rappresentazione grafica di quest’articolo sarebbe un cerchio sul cui percorso s’incontrano questi punti. Nell’attesa di imparare a disegnare decentemente scrivo cosa intendo:

……> DIDGERIDOOS > ESPERIENZA PREGRESSA SU ALTRI STRUMENTI > WORKSHOP & LEZIONI INDIVIDUALI > VIA DEL DIDGERIDOO >  PRATICA > DIDGERIDOOS > ESPERIENZA PREGRESSA SU ALTRI STRUMENTI > WORKSHOP & LEZIONI INDIVIDUALI > VIA DEL DIDGERIDOO  >  PRATICA > DIDGERIDOOS > ESPERIENZA PREGRESSA SU ALTRI STRUMENTI > WORKSHOP & LEZIONI INDIVIDUALI > VIA DEL DIDGERIDOO > e cosi via…

Milano, 10 Febbraio 2013
Jack Azzarà
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