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Benvenut*!

Da sinistra alcuni partecipanti alla 2° Didjeridoofesta a Bologna:
Carla Agarella, Daniele Rizzi, Christian Muela, Marco Cuzzani,
Andrea Furlan, Jacopo Mattii, Francesco Gibaldi e Gianni Placido.

Benvenut* in Didjeridooing... clicca qui per conoscere la nostra storia!!!

IL NU: COME HO DATO VITA AL FIGLIO ILLEGITTIMO DI UN SASSOFONO E UN DIDJERIDOO

Di Erik Nugent, suonatore e costruttore americano
traduzione a cura di Lorenzo De Boni

Il Didgeridoo è uno strumento con una incredibile gamma di sfumature del timbro. La sua semplicità, che consta nell’avere una singola nota fondamentale è più che compensata dalla complessità dei suoi armonici e vocalizzazioni. Il Didge condivide questa caratteristica di profondità e varietà del timbro con molti strumenti e tradizioni vocali non occidentali, dal Sitar dell’India e del Pakistan, ai differenti stili di canto armonico tipici di Tuva e Mongolia, conosciuti nel loro insieme come Khoomei, fino ad arrivare ai cori femminili della Bulgaria, al flauto armonico Mambu, proveniente dalla Papua Nuova Guinea e molti altri. In contrapposizione, gli strumenti classici dell’occidente possiedono un timbro molto semplice, con serie precise di armonici che rimangono coerenti anche tra strumenti costruiti da artigiani diversi. Il timbro ideale per la maggior parte di questi strumenti è quello definito dal musicista/performer più prestigioso, ed eventuali deviazioni da questo timbro ideale non vengono percepite come belle. La serie di armonici è la stessa per quasi tutti gli strumenti dell’orchestra, presentando la fondamentale, l’intervallo di ottava, di quinta, di ottava, di terza, di quinta etc… con la sola anomalia nu 3rappresentata dal clarinetto, che non riduce o espande la comune serie armonica, ma semplicemente salta ogni altro armonico.

Mentre studiavo per ottenere il mio diploma in Educazione Musicale, ebbi l’incredibile opportunità di apprendere le basi della tecnica di quasi tutti gli strumenti occidentali. Il mio strumento principale era il sassofono, dopodichè mi approciai naturalmente alla famiglia dei legni. La famiglia degli ottoni era la mia seconda preferita, con il trombone al primo posto. Il mio insegnante di sassofono, il Dr. Craig Whittaker, mi descrisse brevemente la tecnica della respirazione circolare, ed io riuscii ad applicarla al primo tentativo, ponendo così le basi necessarie a suonare il didjeridoo ancora prima di averne mai tenuto uno in mano.
Cominciai a costruire strumenti musicali sperimentali subito dopo il college, spinto dall’incoraggiamento di Mark Dixon, un mio coinquilino di allora, oggi scultore di fama internazionale. Cominciavo uno strumento quasi per sfizio, senza mai dare troppa attenzione alla serie armonica o al timbro. Erano strumenti improvvisati così come la musica che suonavano. Tra tanti altri, il mio primo strumento fu il “Sassofono Slide a Foro Triangolare”, privo quasi del tutto di una gamma armonica e di intonazione, e che aveva un suono molto simile alla voce Chewbacca, lo Wookie che recita Dante. Con la mia Cornamusa-Slide ho rivolto lo slide all’interno della bocca così da poter facilmente cambiare tonalità dando forme diverse alla mia bocca. Allora ne ero all’oscuro, ma ciò gettò le fondamenta necessarie ad imparare le modulazioni di bocca e gola, dette anche formanti, utili per il canto armonico e il didjeridoo.
Mi trasferii a Boston nel 1999, per iniziare a costruire flauti d’oro e d’argento artigianali della più alta qualità. Il mio primo concerto a Boston fu la performance di una colonna Sonora dal vivo per il film “Neovoxer”, una pellicola muta, eseguita con un’orchestra e con la collaborazione di Foley Sound Artist. Questo fu un grande vantaggio per la mia crescita musicale, dal momento che innalzò le mie invenzioni musicali a nuove altezze. Creai un Didjeridoo a Tre Note che si adattasse alla melodia composta dal direttore/compositorenu 1 Michael Pope. Tra una performance e l’altra, mi presentarono per la prima volta un cantante di canto armonico. Quando noleggiai un paio di furgoni, li riempii di gente, e mi misi in viaggio verso New York, passai l’intero viaggio cercando di capire la mentalità di un esecutore di armonici e provando ad ottenere un buon suono. Provate a immaginarvi quattro ore con la rana Gustavo(Muppet’s show) che tenta di imitare Chewbacca, lo Wookie che declama Dante. Incredibile che non mi abbiano semplicemente scaricato sul ciglio della strada nel Rhode Island. Il fatto che praticassi canto armonico influì sulla mia tecnica di didje sia in maniera evidente che a livelli più sottili, e ad oggi mi sento di consigliare vivamente a chiunque suoni il didje, di cercare di apprendere almeno le basi dei canti Sygyt e Khoomei. Fondendo il canto Khoomei con la pratica del didje, diventa possible suonare le  serie armoniche come fossero melodie, potendo anche riprodurre semplici melodie in chiave maggiore (come “Shaker Hymn and Melody” o “Yankee Doodle”).
Nonostante mi divertivo sempre a inventare strumenti improvvisati, avevo il costante desiderio di creare uno strumento capace di spingersi più in là. Volevo uno strumento che avesse la stessa incredibile varietà timbrica del didjeridoo combinata all’enorme facilità tecnico-esecutiva degli strumenti occidentali. Questo desiderio mi portò su internet a fare ricerche su Dr.Didg, AKA Graham Wiggins. Wiggins aveva già costruito uno strumento partendo dagli stessi presupposti. Il suo strumento è un foro cilindrico battezzato come “Keyed Didg”. Fui spazzato via dal timbro e dal suono della melodia che scorreva attraverso tutti quegli armonici!
La mia intuizione fu quella di applicare il sistema di diteggiatura Boehm al didjeridoo.Questo sistema è la base delle moderne famiglie di legni. Se fossi riuscito a realizzare quest’idea, allora ogni flautista, clarinettista o sassofonista, sarebbe poi stato capace di trasferire tutte le difficili tecniche apprese a quello strumento. Il Nu ha una gamma cromatica che va dal La basso al Sol alto, e tutta la velocità e la grazia della famiglia dei legni. Ho postato uno dei primi pezzi composti per questo strumento su youtube; potete trovare il link a fondo pagina. Quando Graham vide il clip, lo commentò nella sezione apposita. Riporto interamente ciò che scrisse:

“Ciao, sono Graham aka Dr. Didg. Hai uno strumento meraviglioso,  costruito superlativamente! Sembra che tu ci riesca a fare davvero della bella musica. Il mio Keyed didg, non è nè cromatico nè diatonico. Copre il range dal La al Sol, escludendo due note (il Si e il Mi). Quindi non è cromatico, ma non è limitato ad una singola scala.”

L’idea di Graham di omettere due note è un modo ingegnoso di coprire più scale contemporaneamente, senza necessitare di dodici dita per coprire le dodici note cromatiche! Sono stato fortunato ad aver studiato la diteggiatura Boehm approfonditamente, così da poter capire che può essere completata con chiavi a ponte e meccaniche incrociate. Lo svantaggio a riguardo è che la diteggiatura Boehm necessita che lo strumento sia piegato di moda da rimanere parallelo al corpo del suonatore, e non che esso si estenda dritto dall’esterno della bocca. Nonostante ciò non abbia alcun impatto sul timbro o la tecnica dello strumento, non lo rende riconoscibile come un didjeridoo, e la nu 2prima impressione di molte persone è che si tratti di uno strano tipo di clarinetto basso.
Una decade dopo aver cominciato a lavorare su questo strumento, sono finalmente riuscito ad uscire dal mio laboratorio, sorridendo alla luce del sole e scoprendo che il mondo del didjeridoo aveva continuato a crescere e ad evolversi.
Mi sono messo in contatto con un bravissimo costruttore e suonatore di didjeridoo americano, Will Thoren. Nel mentre che sto scrivendo, il servizio postale degli Stati Uniti mi sta portando il mio primo “WET” didjeridoo, fatto da Thoren, da Los Angeles, California a Boston, Massachusetts. Will mi ha sollecitato a continuare nella progettazione del Nu. Il mio progetto era quello di creare una versione pregiata dello strumento ricavata da legno conico, per poi commercializzarla, ma il prezzo sarebbe stato pari a quello dei pregiatissimi flauti metallici che costruisco, pari a circa dieci volte quello di un didjeridoo tra i più costosi. Da quando ho conosciuto Will ho deciso che la mia prossima mossa sarà quella di progettare una versione più economica dello strumento. Al momento sto pensando a come potrò imparare a scrivere in CAD. Qualcuno conosce un progettatore 3D bravo ed economico a Boston?

Ho registrato il primo album con il Nu, chiamato “Birth of the Nu”. È disponibile per il download gratuito sul mio (link sottostante).
Links dall’articolo: www.nununugent.com è il mio sito web con un download gratuito del mio album “The Birth ofthe Nu” e dei link ai video del Nu su youtube, dove potete vederlo in azione.

 

www.drdidg.com sito web della Band di Graham Wiggins.
www.wetdidgeridoo.com sito web di Will Thoren.

 

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