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Benvenut*!

Da sinistra alcuni partecipanti alla 2° Didjeridoofesta a Bologna:
Carla Agarella, Daniele Rizzi, Christian Muela, Marco Cuzzani,
Andrea Furlan, Jacopo Mattii, Francesco Gibaldi e Gianni Placido.

Benvenut* in Didjeridooing... clicca qui per conoscere la nostra storia!!!

PULIZIA E IGIENE DEL DIDJERIDOO

Jack Azzarà Didgeridoo Player http://www.jackazzara.eu

Uno degli argomenti più discussi tra i suonatori di Didgeridoo e una delle domande poste con maggiore frequenza da neofiti e curiosi è senz’altro l’igiene dello strumento. Non di rado mi capita di notare sul viso delle persone che hanno visto per la prima volta l’albero che canta, uno sguardo disgustato all’idea di come possa ridursi internamente lo strumento dopo un uso intenso.

Ho quindi deciso di scrivere quest’articolo, cosi da condividere la mia personale esperienza; naturalmente quanto state per leggere non deve essere interpretato come un dogma, quindi sentitevi liberi di sperimentare tenendo presente di non usare prodotti tossici per l’uomo e naturalmente, non dannosi per il materiale con cui è stato costruito lo strumento.

Prima di entrare nel vivo vorrei fare una premessa, la pulizai del Didgeridoo esiste come per qualsiasi altro strumento a fiato e rifiutarsi di fare suonare il proprio strumento non è un atto di scarsa fratellanza ma a volte solo un inevitabile e sana scelta :) Passo ora ad illustrare alcune modalità e accorgimenti per cercare di mantenere pulito e magari, se non profumato, perlomeno non maleodorante il proprio strumento.

Pulizia del corpo interno degli strumenti fatti in canapa, PVC, plastica, vetroresina, fibra di carbonio etc.

I didgeridoos costruiti con materiali definiti ‘alternativi’ è possibile lavarli con acqua corrente e con del normale sapone per le mani o per il corpo. E’ sempre buona norma leggere le istruzioni sulla confezione del prodotto scelto ma, per una questione di praticità ed economicità, consiglio comunque di utilizzare prodotti poco schiumosi e non troppo elaborati.
Dopo averlo lavato e fatto scolare, consiglio di asciugarlo così da evitare il formarsi della condensa; per asciugarlo si può inserire dalla campana uno straccio legato intorno ad un tubo di plastica (così da evitare che rimanga incastrato all’interno dello strumento stesso) e muovere il tubo di plastica su e giù come uno stantuffo.

Pulizia del corpo interno, imboccatura esclusa, degli strumenti fatti in legno.

Per i didgeridoos in legno il mantenimento della pulizia perché possono essere utilizzati decine di tipologie di legno. Ho sentito diverse persone che hanno lavato strumenti in legno con acqua corrente e sapone senza alcun problema, io stesso ho lavato con acqua e sapone  un mio strumento fatto con del legno nazionale, salice per la precisione, senza danneggiarlo, quindi non nego che si possano lavare i Didgeridoo in legno come se fossero strumenti costruiti con materiali alternativi ma procedete con estrema cautela; in ogni caso, onde evitare spiacevoli sorprese domandate sempre lumi al costruttore e\o venditore dello strumento, il quale deve sapervi dire come mantenere pulito e igienizzato quanto vi ha venduto.

Per pulire gli strumenti in legno (eucalipto, salice, castagno etc.) quando non uso acqua e saponi, inserisco dalla campana uno straccio impregnato di disinfettante (sempre legato intorno ad un tubo di plastica in modo da evitare che rimanga incastrato all’interno dello strumento stesso) e lo muovo, lentamente, avanti e indietro per almeno cinque minuti; quindi prendo un bicchiere da un quarto di litro d’acqua e la faccio colare dall’imboccatura verso la campana, in modo da togliere eventuali residui smossi, quindi ripasso per altri cinque minuti lo straccio impregnato di disinfettante. Una volta terminata questa fase, prendo un bicchiere di plastica in cui verso un paio di cm di olio di lino cotto, il quale serve non tanto per igienizzare, ma per lubrificare e aiutare il legno a mantenersi in uno stato migliore; inoltre, trovando particolarmente gradevole la fragranza dell’olio di lino cotto posso anche fare a meno degli aromi naturali per la profumazione degli strumenti.

Nel procedere con l’olio di lino cotto, consiglio di inserirlo dalla campana verso l’imboccatura e nel frattempo ruotare lo strumento; tale movimento rotatorio consentirà all’olio di distribuirsi in modo più uniforme all’interno dello strumento; infine occorre tenere per almeno un paio di giorni lo strumento a scolare premunendosi di appoggiarlo con la campana su una decina di fogli di giornale o carta spessa per evitare di sporcare il pavimento con l’olio.

Pulizia dell’imboccatura degli strumenti fatti in qualsiasi materiale.

Per l’imboccatura il metodo di pulizia è lo stesso per tutte le tipologie di strumenti. S’inizia prendendo uno straccetto imbevuto con acqua e si passa internamente; quindi si procede nella pulizia usando dei fogli di carta arrotolati su se stessi e impregnati con un disinfettante (non nocivo per l’uomo). Come prodotti per igienizzare l’imboccatura si possono adoperare disinfettanti per cavo orale in vendita nelle farmacie e\o nelle erboristerie. Personalmente utilizzo la Melaleuca conosciuta come “L’albero del Tè” o “Tee Tree Oil”, disinfettante e fungicida naturale tra l’altro d’origine aborigena

http://www.erboristeria.eu/prodotti.php?art_cod=MELUKO.

Profumazione dello strumento.

Si possono utilizzare degli aromi naturali, che possono essere acquistati in una qualsiasi erboristeria. Io ho provato a utilizzare limone, bergamotto e cannella; ad ogni modo, qualsiasi sia la fragranza da voi adoperata, inserite il prodotto dall’imboccatura verso la campana, stando attenti a non fare cadere le gocce direttamente sui bordi dell’imboccatura perché gli aromi naturali, che peraltro non dovrebbero mai essere ingeriti, sono solitamente molto forti e sentirli direttamente sulle labbra mentre si suona, può essere fastidioso.

Ogni quanto tempo pulire gli strumenti?

Non esiste una regola fissa: ipotizzando di suonare lo strumento almeno tre ore a settimana, direi di lavare i didgeridoo fatti con materiali alternativi almeno una volta al mese; personalmente preferisco lavare gli strumenti in PVC come il Didjeribone alla fine di ogni uso, poiché basta suonarli anche per solo trenta minuti e il giorno dopo saranno già appiccicosi e un pochino maleodoranti. Discorso diverso per gli strumenti in legno, che igienizzo tre o quattro volte l’anno, durante i cambi di stagione.

… e la pulizia della parte esterna??

Raramente viene chiesto se e come si deve pulire la parte esterna degli strumenti, comunque, se uno strumento è costruito con materiali alternativi e non è in alcun modo decorato è possibile pulirlo con dell’acqua corrente; qualora sia fatto in legno, sempre senza alcuna decorazione, si può chiedere al costruttore e\o venditore dello strumento in base alla tipologia di legno quale tecnica o prodotto utilizzare (comunque una leggera passata con un panno leggermente inumidito con acqua non causa alcun danno).
Discorso completamente diverso se il vostro strumento, fatto di qualsiasi materiale, è dipinto, decorato o pirografato; in questi casi, essendo troppe le variabili in gioco preferisco non esprimermi limitandomi a consigliarvi, se decidete di procedere, di farlo con estrema cautela chiedendo consiglio a chi ha costruito e\o venduto lo strumento cercando di capire con precisione quale tipo di pittura e vernice è stata utilizzata, anche se a questo punto si tratterà non tanto di pulizia, ma di una vera e propria manutenzione della parte esterna dello strumento.

Con quale ordine procedere alla pulizia?

Corpo Interno esclusa l’imboccatura – Parte esterna – Profumazione – Imboccatura.
Qualora invertiate l’ordine di qualcuno di questi passaggi non cambia molto, anche se consiglio di
tenere la pulizia dell’imboccatura come ultimo passo.

Come scritto all’inizio vi ricordo di guardare a questo mio scritto con aperto spirito critico e naturalmente eventuali consigli e critiche, se ben motivati saranno molto graditi.

 

Jack Azzarà
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N.B Articolo precedentemente pubblicato sulla rivista cartacea “Yidaki News” e rivisto in data 28/12/2012 dallo stesso autore (Jack Azzarà)

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