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Perchè suonare il didjeridoo?

perche suonare il didjeridooStabilire una verità assoluta rispetto alle motivazioni che spingono le persone a suonare il didjeridoo è difficile, anzi presuntuoso: facciamo fatica a comprendere noi stessi, e tavolta comprendere gli altri è ancora più difficile.

Ho cominciato a riflettere su di me, sulle suggestioni culturali che mi hanno fatto amare questo strumento, e il risultato di questa riflessioni è riportato in quest'articolo sul mio sito: Christianmuela.it

 

Oggi aggiungerei tantissime altre informazioni, e nonostante ciò, tutte le volte che mi fanno domande tipo “Perchè suoni il didjeridoo?” e “come sono gli allievi che lo suonano?”, rimango un po' spiazzato... e quando all'ultima domanda aggiungono “... mi immagino siano fricchettoni”.

Non mi soffermerò sul descrivere le caratteristiche del fricchettone, piuttosto trovo più interessante percepire nella realtà, tra i miei conoscenti, le caratteristiche di chi segue o ha seguito i miei corsi.

Ad oggi ho insegnato a un dirigente scolastico (grande stima per lui e soddisfazione personale), diversi musicoterapisti, alcuni antropologhi (uno di loro ha scritto una tesi sulle influenze del didjeridoo nella cultura occidentale, e le relative ricadute sul mondo aborigeno), diversi informatici, insegnanti di materie creative, coordinatori di area, operatori del sociale, diversi musicisti, filosofi, commessi, operatori del benessere (yoga, shiatsu e varie discipline orientali), promotori di stili di vita alternativi, liberi professionisti, lavoratori in cassa integrazione, biologi, studenti di chimica, psicologi, e infine un fricchettone (abbiamo fatto lezione in centro a Roma, dentro un furgone della Volkswagen in perfetto stile anni '70).
Definire chi è fricchettone è difficile, e ognuno ha dei propri criteri per definirli, ma soprattutto è ancora più soggettivo definire il fricchettone con accezione negativa o positiva.

C'era una volta un romanzo dal titolo “Uno, nessuno, centomila” (indovinate di chi è senza cercare su google), e leggere questo libro ascoltando la canzone di Antoine “Ti tirano le pietre” può essere una suggestione rivelatrice.

Allora perché suonare il didjeridoo, uno strumento che oggi, nel 2014, viene associato ad un determinato stile di vità?

La risposta continua a essere soggettiva, c'è chi lo fa perché gli piace il suono, chi lo fa perché è molto attratto dalla cultura aborigena, chi lo fa per risultare piùchristian-muela-5 “affascinante”, chi lo fa per essere alternativo, chi lo fa per sfidare se stesso, chi lo fa per apprendere una nuova disciplina/filosofia, chi lo fa per meditare, chi lo fa a scopi terapeutici (per esempio allo scopo di correggere difficoltà respiratorie), chi lo fa senza sapere perché lo fa, chi lo fa per fuggire da situazioni complicate, e molte altre motivazioni.
Una costante è il contesto in cui viviamo, cioè un'epoca caratterizzata dalla crisi dei valori a cui si risponde con un forte desiderio di crescita individuale.

Suonare il didjeridoo, e in generale suonare la musica, è la ricerca della propria voce fuori dal tempo, e il didjeridoo è il medium che consente di uscire fuori dal tempo e comprendere la natura umana.

Imparare a suonare il didjeridoo significa conoscere una parte nascosta di se stessi.
Quanto tempo occorre per conoscere se stessi?

Christian Muela

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