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Reportage-Le rêve de l'Aborigène 2014

reportage le reveDopo sei anni siamo tornati al Festival Internazionale di didjeridoo, scacciapensieri e canto armonico più grande ed importante d'Europa, Le Rêve de l'Aborigène e ci siamo tornati da protagonisti con Yin2Yang trio, oltre che da felicissimi spettatori. Le Rêve de l'Aborigène, tenutosi dal 18 al 20 Luglio 2014 nei pressi del piccolo ma grazioso paese medievale di Airvault (Poitier) è un appuntamento imprescindibile per tutti gli amanti dei suoni armonici e soprattutto del didjeridoo.

Con una presenza di almeno quattromila persone e decine di artisti on stage, due palchi principali ed un terzo secondario (ma non per qualità della propostale reve de laborigene 0 musicale), una serie infinita di artigiani, costruttori e rivenditori musicali specializzati in ogni tipo di strumento armonico dai flauti, ai cordofoni come il cosmic bow, campane e gong di altissima qualità, jew's harp Russe, Yakute, Mongole, Tuva e Rajastani, percussioni di ogni risma, kalimbe inimmaginabili e quant'altro! Decine di workshop tematici e jam sessions improvvisate pressoché ovunque, Le Rêve è un vero e proprio paradiso per tutti gli appassionati di vibrazioni armoniche.

Tra i costruttori abbiamo avuto il piacere di conoscere dal vivo Emmanuel di Flyroots didgeridoo, Laurent Fradet di Pivert didjeridoos, Philippe Plaideau di Did Do Wa creations, Yoram Sivam coi suoi magnifici snake didjes e David Defois di Kan Ar Choad coi suoi sax didjeridoo intonati in tre ottave tra fondamentale, prima e seconda tromba (!!!). Inoltre abbiamo rincontrato vecchie amicizie come Grègory Zwinglestein di Didjeridoo Passion e Jean Yve Redòr coi suoi incredibili slide didjeridoo cromatici.

Tanti gli amici con cui abbiamo approfondito la conoscenza reciproca, prima fra tutti Agustina Mosca, con cui siamo praticamente “in tour” dal Didjin'Oz fino al Tribal Elek, al quale parteciperemo dall'8 al 10 Agosto, sempre in Francia, poi il bravissimo Othello Ravez, che abbiamo avuto modo di apprezzare nella finale di Didg2Didg peacefull battle, il simpaticissimo (oltre che musicista talentuoso) Carlo Cattano, di passaggio al Rêve, Koji e Reo Matsumoto, Zalem e Adele e i Los Monkys da Granada con Pierluigi Ciolfi, Christian e Antonio Valdes, con cui abbiamo jammato improvvisando un bel concerto in pieno pomeriggio.le reve de laborigene 25

Sui tre stages abbiamo assistito ai concerti di quasi tutti gli artisti, poiché a volte il tempo è stato inclemente ed alcuni hanno dovuto rimandare o addiritturale reve de laborigene 14 annullare la propria esibizione. Particolarissimi i Turbo Zen, duo di scacciapensieri dalla Russia, Satori trio col loro spettacolo teatrale tra danza butoh, canto e didjeridoo, il bravo Simon kid, vincitore del Didg2Didg, i Los Monkys col loro folk didjetarantella, Adele e Zalem con un ricchissima jam finale assieme ai Matsumoto Zoku, Lies Beijerinck e Aura Rascon che hanno invitato sul palco il figlio di Alan Dargin, e tra tutti l'incredibile concerto dei Violons Barbares di Dandarvaanchig Enkhjargal (Mongolia), Dimitar Gougov (Bulgaria) e Fabien Guyot (France), realmente da pelle d'oca.

Tra una suonata e l'altra abbiamo avuto anche modo di farci un bagno nel fiume che costeggia il parco, un piccolo eden nascosto dove rinfrescarsi durante le ore di calura, poi tanti thè nelle molteplici tende berbere e massaggi sonori nei tantissimi teepee, yurte e geodi disseminati per il festival. Un vero e proprio “viaggio Cosmico” nel viaggio del festival!

Come artisti invitati a suonare con Yin2Yang trio (Gianni Placido al didjeridoo, Lorenzo De Boni allo scacciapensieri e Mario Francavilla alle percussioni), ci siamo ritrovati Venerdì sera davanti a più di duemila persone felici e danzanti, un pubblico straordinario ed entusiasta nonostante l'assenza totale di alcool durante questo immenso Eco-Festival (ebbene si, come ama ricordare Christophe Pellissier, direttore artistico del Festival, it is possible!!!). Abbiamo dovuto al nostro pubblico due bis e due improvvisazioni, fino al cedimento del mio diaframma, l'artrosi alle mani di Mario e un dito monco per lo scacciapensieri di Lorenzo. Stanchi ma totalmente soddisfatti!!!!

le reve de laborigene 16Per concludere vorremmo ringraziare in particolar modo Christophe Pellissier che ci ha dato la possibilità di suonare al Rève e per la fantastica programmazione artistica, Elodie... nostra carinissima assistente personale, Thierry.... e tutto il preparatissimo staff del festival, i nostri didji-amici sparsi per il mondo e che abbiamo avuto il piacere di incontrare dal vivo!

Vive la France e vive Le Rève de l'Aborigène, felicissimi di fare parte della grande famiglia del Rève!

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